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25 gennaio 2011

TRE DOMANDE

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Un racconto su Socrate molto educativo.
Un giorno un uomo andò a trovare Socrate e gli disse: “Sai cosa ho saputo su un tuo amico?”
“Un istante”, rispose Socrate. Prima che tu mi racconti ciò che desideri desiderei farti un test. Quello dei tre colini (passini).
“I tre colini?” chiese l’uomo.
“Prima di raccontarmi tutto quello che vuoi sugli altri, è¨ buono avere del tempo per filtrare quello che va detto. Questo è cIò che io intendo per il test dei tre colini. Il primo colino è quello della Verità . Hai verificato che quello che mi stai per dire è la verità?”, disse Socrate.
“No. L’ho semplicemente sentito…” rispose l’uomo.
“Va bene. Non sai quindi se è¨ vero. Proviamo a filtrarlo in un altro modo utilizzando il secondo colino, quello della Bontà . Quello che stai per dirmi sul mio Amico,è qualcosa di buono?”, chiese Socrate.
“Ah no! Al contrario…” rispose l’uomo.
“Quindi”, continua Socrate, “tu mi vuoi raccontare qualcosa di cattivo su di lui e non sai neanche se le cose che mi stai per dire sono vere o meno. Puoi però ancora passare il test, perchè ti resta ancora il terzo colino, quello dell’Utilità . E’ utile che tu mi dica ciò che avrebbe fatto il mio Amico?”
“…non veramente…” rispose un po’ sconcertato l’uomo.
“Allora”, concluse Socrate, “se ciò che mi vuoi raccontare non è¨ né  vero, né buono, né utile, perchè me lo vuoi dire?”

Fonte:lezoche.com
 

22 gennaio 2011

Amore: perche' lui non ti cerca? Come comportarsi?

Spesso sparisce e poi torna, state benissimo insieme ma inesorabilmente, poi, lui scompare. E' un percorso obbligatorio per tutte le storie importanti. Qualche consiglio pratico sul come 'agire'

AMORE CONSIGLI PRATICI / ROMA - Alle volte capita, tra due persone che si stanno conoscendo, di alternare momenti di interesse pieno a momenti di allontanamento inaspettato. Spesso è proprio lui a scegliere le fasi di avvicinamento e distacco. Prima di impazzire tentando di interpretare questi suoi comportamenti,  ecco una spiegazione a quello che succede e alcune indicazioni utili per acquistare qualche punto in più ai suoi occhi nel tuo percorso di 'seduzione'. Citando John Gray, uno dei più grandi esperti del rapporto uomo-donna: "Gli uomini sono come gli elastici: oscillano automaticamente tra il bisogno di intimità e quello di autonomia".
Questo pare esser un meccanismo naturale, che fa parte del ciclo di intimità maschile. Noi donne non comprendiamo il perché di tali sbalzi, dato che un nostro eventuale allontanamento è indice di un problema ben preciso mentre per loro è un processo naturale: lui si allontana anche se tu non hai fatto nulla di male, anche se sta bene con te.
Quando noti che lui è in un momento di allontanamento tu NON DEVI:
- Chiedere spiegazioni: Aspetta che torni, lascia il tempo all’elastico di allontanarsi quanto basta per avvertire di nuovo il bisogno di intimità.
- Non dire cose del tipo: "mi fai stare male", “perché non mi hai cercata?", "allora non ti interesso davvero!".  Finirai per convincerlo tu stessa di queste cose quando lui, invece, non si era proprio posto il problema.
- Respingerlo quando torna: non fargliela pagare o lui non avrà mai più voglia di tornare.

Se vuoi conquistarlo quando lui si allontana DOVRAI:
-  Ricordarti che questo suo allontanamento è necessario  per un successivo riavvicinamento.
- Non fargli pesare nulla, ma anzi, lasciargli il tempo di soddisfare il suo bisogno di autonomia.
- Accoglierlo con affetto e allegria: Questo aumenterà a dismisura la sua voglia di tornare da te sempre.
Gioia Tagliente

20 gennaio 2011

Le redini della vita

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Il "piccolo" dell'uomo nasce e da subito dimostra il suo temperamento giacché nei primi mesi di vita e anche nei primi anni, il suo contatto con il Sé è stretto e fluido ed egli manifesta peculiarità, attitudini, qualità, vocazioni le quali - se si prestasse loro la dovuta attenzione e il rispetto- sarebbero i sicuri segnali del suo progetto di vita.
Poi, come in tutte le favole, qualcosa succede e sulla strada del piccolo eroe compaiono gli ostacoli; quando è fortunato non si tratta di grandi violenze, ma di piccole continue interferenze col suo naturale funzionamento. Si sa, il bambino deve essere educato, i genitori da subito si sentono investiti dal sacro compito. Ciò che nessuno ha insegnato loro è che non dovrebbero assolutizzare niente e far notare al bambino che quanto gli comunicano è ciò che nella loro famiglia si trasmette di generazione in generazione, ma che in altre famiglie si fa in un altro modo e offrire esempi di un modo diverso di vivere e al bambino fare intravedere la possibilità di cambiare - quando sarà abbastanza grande da poterlo fare- ciò che riterrà opportuno senza incorrere nella disapprovazione di coloro che ama.
E invece a poco a poco i "no", le ingiunzioni", i "devi" lo allontanano dalla sua vera natura e lo disorientano, sì proprio così perché il Sé è essenzialmente orientamento, agisce come un radar che sa quali onde catturare per cui quando il piccolo viene allontanato dalla sua essenza, invece di andare nel mondo tranquillo e sicuro, annaspa, incespica di continuo, avanza tentoni come chi è afflitto da un handicap. E in molti casi il mondo diventa nemico e nascono paure di ogni tipo.
Quel bambino cresce conformandosi o ribellandosi ma non seguendo se stesso; a un certo punto però, diventato adulto, entra in crisi, l'anima bussa, chiede il conto.
Questo ipotetico cammino ci riguarda un po' tutti, molti di noi in un certo momento della vita sentiranno un’intensa insoddisfazione e inizieranno quell'opera di riorientamento che impegnerà gran parte delle nostre forze e ci porterà a ritornare in noi stessi stesso e a ridefinirci. Guadagneremo un modo di stare nel mondo più consono alla nostra natura e di conseguenza serenità e gioia.
Da dove cominciare?

1. Tagliare i codici che hanno informato la nostra vita, ovviamente se l'hanno resa poco godibile. E’ disimparare, è disfarsi di cattive abitudini, dei maestri, è partire da sé, per passare da un'etica impersonale appresa a un'etica personale del volere e della responsabilità, per scoprire il mondo dei propri valori individuandoli a partire dai propri bisogni, desideri e ideali. Questa è la strada per individuarsi, differenziarsi, vivere.
Partire da sé è lottare per affermare le proprie posizioni perché tra i nostri" vicini" ci sarà sempre qualcuno che tenterà di depistarci, manipolarci in nome magari dell'amore o per fini egoistici. In tutti i miti l'eroe afferma se stesso lottando, superando numerosi ostacoli sul suo cammino; la via dell'eroe è la metafora di ogni vita che è forte e vuole risposte forti da ogni uomo e da ogni donna.

2. Taglio ma anche piega: nel lavoro di riordino della nostra personalità è basilare il "ritorno a Casa" ovvero piegarsi verso se stessi e,quasi atto medico, aver cura di sé, capire la forma che si desidera darsi, la forma che dirà dei nostri più intimi e personali desideri.
3. Interrogare continuamente l'esperienza. Importanti le domande empiriche che sapremo rivolgerci. Ogni volta che un evento parla il linguaggio del disagio, provare ad estrarre dalla situazione il sentimento particolare che si è provato invidia, gelosia, vergogna e chiedersi: Quando e perché lo incontro, chi o che cosa mi evoca un tal sentimento? Che ha a che fare con la mia vita?
Quando un evento parla il linguaggio del benessere si fa la stessa cosa in modo da rendere ripetibile a volontà, e non casualmente, l'esperienza.
Per le cose che avvengono per caso chiedersi: Ma quante cose avevo prima lasciato accadere?
Per le cose che facciamo deliberatamente senza però ottenere gli effetti desiderati: Mi sono interrogato sulle mie motivazioni e l'intenzione qual era?

4. Coltivare le figure del cuore ovvero i valori personali di cui si diceva sopra e poi quelle configurazioni fatte di pensieri, sentimenti che sono il distillato, il portato di esperienze benefiche e ancora: nello spazio della nostra interiorità ci sono varie immagini di noi,alcune sono purtroppo costrittive e ostacolanti il nostro sviluppo, altre ci regalano invece un senso di espansione e libertà, fare di quest'ultime figure del cuore, e cioè richiamarle spesso alla coscienza, arricchirle,farne tesoro.
Tanto altro ancora si può fare, l’importante è non dimenticare che l’identità è in cammino per tutto il tempo del nostro percorso esistenziale. Ciò dà speranza.

Maria Castiglione

Fonte :Lifegate

18 gennaio 2011

Come fare accadere quello che Vuoi

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Il potere di compiere miracoli non è magia o stregoneria: è un potere naturale e ciascuno può imparare a trovarlo e a usarlo praticamente. D'altronde ciascuno
lo usa già, ogni giorno e ogni notte della sua vita: ogni donna, ogni uomo compie continuamente il miracolo di avere ciò che vuole, nè più nè meno.
Il problema è che non te ne accorgi e soprattutto che vuoi poco, mentre in realtà non vi sono confini al volere e all'avere. "C'è una dimensione, proprio qui nel nostro mondo, in cui tutto l'impossibile diventa possibile, ma pochissimi conoscono questa dimensione e sanno servirsene" scrive Stuart Wilde: e Miracoli è il suo manuale di istruzioni per manovrare questa dimensione.
Occorrono pochi passi, pochi e precisi cambiamenti nel proprio modo di volere e di guardarsi intorno: e subito ha inizio la pratica del miracolo in prima persona: una semplicissima "lotta contro il drago" dei dubbi, delle esitazioni, e la scoperta del tuo talento di vincitore e degli infiniti alleati che ti accompagnano da sempre.

Per capire che cosa sono i miracoli dobbiamo prendere in considerazione due aspetti della Legge Universale.
Il primo di questi due aspetti è che nel profondo di tutta l’umanità esiste un ben preciso ed immenso potere. Il secondo aspetto è che questo potere è imparziale e privo di qualsiasi emozione.
Lo si può chiamare Mente Universale o Coscienza cristiana o in tanti altri modi. Di per sè questo potere è ciò che permette all’uomo di riconoscere la forza vitale che solitamente chiamiamo “Dio”.
La Forza è la forza della vita stessa; è eterna e universale , e poichè la sua portata è illimitata essa è parte di tutte le cose.
Soprattutto è una parte determinante di ognuno di noi. Di conseguenza, ognuno di noi, ha accesso , dentro di sè, a un potere illimitato.
La possibilità di operare miracoli nella vita quotidiana dipende dunque dalla possibilità di identificarsi con quel potere, di comprenderne le caratteristiche e di imparare ad usarlo in maniera efficace.
L’identificazione si raggiunge quando si arriva a capire che quel potere è appunto dentro di noi.
E riconosci questa realtà dicendo : “ Io sono eterno, immortale, universale ed infinito. E ciò che io sono è bello”. In questo modo ti colleghi con la fonte originaria del potere e sei pronto per il passo successivo: conoscere le sue caratteristiche.

La Legge Universale è imparziale e priva di qualsiasi emozione. Non ha modo di sapere quello che vuoi, e neppure di distinguere tra le tue concrete speranze e le tue vaghe aspirazioni o tra ciò che ti piace e ciò che non ti piace.
La Legge Universale è pura energia. Accoglie qualsiasi pensiero, sentimento o azione che tu produci e , nei confronti di ogni tuo pensiero, sentimento o azione, si comporta come uno specchio: li riflette, senza alcuna emozione, rimandandoteli indietro sotto forma di avvenimenti, di quegli avvenimenti che accadono nella tua vita di ogni giorno.

Per la maggioranza degli individui questo non è possibile, perchè è imprigionata nelle limitazioni del corpo e della mente, è l’educazione che ha ricevuto si è tanto radicata da incapsulare la sua evoluzione. Perciò sperimenta una crescita spirituale molto limitata.
 

16 gennaio 2011

Cambiare i Pensieri si può!

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Ogni persona, ogni giorno, in modo del tutto inconscio, si crea dei limiti mentali che ostacoleranno la realizzazione dei propri sogni.
Ad esempio:

E’ proprio vero che se peso 80 kg non posso fare la fotomodella?
Sicuramente in molti stanno pensando “Certo!” Questo perchè si tende a fare una libera associazione di idee, alla parola fotomodella si pensa subito alle grandi sfilate di moda. Ma…..
In realtà è possibile diventare fotomodelle anche avendo dei requisiti diversi. Ci sono diverse case di moda specializzate in taglie abbondanti, e che cercano modelle per far conoscere i propri capi.
Basta guardarsi intorno in modo obiettivo, quante persone conoscete simili alle modelle dell’alta moda? Poche vero??? Probabilmente conoscete più persone simili a voi, non altissime, e con curve morbide.

Desidero diventare attore/attrice ma ho già 60 anni, è tardi! Ma è davvero vero???
Fate un semplice esercizio, sedetevi sul divano e iniziate a guardare la televisione, non seguite un film attentamente, non entrate nella trama, semplicemente guardate le immagini attentamente.
Nei film ma anche nelle pubblicità, ci sono ruoli per persone di tutte le età, di tutte le razze, alte, basse, grasse, magre, riccie, more, bionde, bianchi, pelati e persino diversamente abili.

Si, tutti possono farlo, basta provarci!

Diverse nonne, hanno appreso come si usa il computer e navigano in internet. Donne e uomini di tutte le età scrivono libri, dipingono, compongono canzoni, realizzano i propri sogni.

E noi?

Vogliamo aspettare il momento in cui non possiamo più rimandare perchè non c’è più tempo? E se la vita finisse all’improvviso, senza dirci che “abbiamo ancora 6 mesi, se tutto va bene” ?

OGNI SOGNO E’ REALIZZABILE, la prima condizione è provarci…… Uscite dallo schema mentale che è tardi, che non capiterà a te perchè sei sfortunato, brutto, alto, basso, magro….perchè sei tu…
Hai un sogno, un desiderio? Bene, inizia da subito. Cambia tutti i pensieri limitanti, lo puoi realizzare!
Ogni pensiero si può cambiare, poco importa da quanto tempo fa parte di noi, quante volte lo abbiamo sentito dire verso di noi.
E’ 25 anni che ti dicono che sei così ? Bene, hai davanti a te almeno altri 70 anni per dimostrare che puoi cambiare. Per 50 anni hai pensato che sei troppo diverso dagli altri? Bene, hai almeno altri 40 anni per fare leva sulle tue diversità e trasformarli in punti di forza!
Puoi iniziare a cambiare e a realizzare il tuo sogno fin da ora, prendi in mano la tua vita. Sei ancora in tempo!!!

 

11 gennaio 2011

PENSARE COL CUORE

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Se il cervello è la sede della razionalità e del pensiero, il cuore è stato da sempre considerato come la sede delle emozioni, cioè di quei pensieri non quantificabili e analizzabili scientificamente. Ma se esistesse una correlazione tra il cuore e la capacità dia vere interazioni sociali, di emozionarci ed emozionare? Questa domanda se la pose nel 1995 lo psichiatra Stephen Porges, professore all’Università dell’Illinois di Chicago, che formulò la teoria Polivagale, che spiega come il cuore intervenga nelle relazioni sociali ed in particolar modo il ruolo del nervo vago, nervo che si trova solo nei mammiferi, nell’inviare al cuore dei segnali e regolare il battito cardiaco.
Ad influenzare le relazioni sociali infatti è il cambio di frequenza cardiaca, cioè la HRV ( Heart Rate Variability), un parametro che regola la capacità di prendere decisioni e di gestire o controllare stress ed emozioni di varia natura. Inoltre è stato osservato che un basso HRV è collegato a patologie quali depressione ed autismo, mentre un alto HRV aumenterebbe la capacità di riconoscere le altrui emozioni e di gestire al meglio lo stress sociale.
Mentre altre ricerche confermavano la teoria Polivagale, anche le ricerche di Porges e colleghi non si fermarono, scoprendo nel 2001 che anche nei bambini le interazioni sociali dipendono dall’HRV, infatti è stato registrato un aumento della frequenza cardiaca in caso di interazione con uno sperimentatore che giocasse con loro o mantenesse un espressione fredda, notando così che il gioco e gli atteggiamenti positivi generano un maggiore aumento di HRV.
Quindi mentre nei bambini un aumento di HRV è collegato ad ogni aspetto delle interazioni sociali, positive o negative, negli adulti l’aumento del battito cardiaco è collegato a comportamenti che aiutano a gestire le emozioni durante tali interazioni, aumentando il grado di estroversione nel caso di atteggiamenti positivi.
Da una ricerca della University of North Carolina condotta dalle psicologhe Bethany Kok e Barbara Frederickson è emerso come l’HRV sia in grado di predire come velocemente le persone sviluppino sentimenti positivi. Analizzando un campione di 52 adulti a cui è stato chiesto di annotare sentimenti positivi come felicità o gratitudine nelle loro interazioni sociali, e comparando tali stati emotivi con la misurazione dei battiti da due minuti di respiro normale in un periodo di nove mesi, è emerso che c’è una stretta correlazione tra le frequenze cardiache e la soddisfazione con cui vengono percepite le proprie interazioni sociali.
Intanto si attende la ricerca non ancora pubblicata di Katrina Koslov e Wendy Berry Mendes, della Harvard University, che hanno studiato quali effetti abbia a livello sociale la capacità delle persone di alterare, o in qualche modo regolare, il proprio HRV. Le due ricercatrici hanno chiesto al loro campione di tracciare delle forme su un schermo ed hanno misurato la capacità di alterare il proprio HRV durante lo svolgimento di tale compito.
Individuando la personale capacità del soggetto di controllare la propria frequenza cardiaca è stato possibile prevedere come tali soggetti modifichino il proprio HRV in circostanze di carattere emozionale e di saper giudicare le emozioni altrui in modo accurato, aumentando anche la sensibilità rispetto a feedback sociali, cioè dimostrando come i livelli di HRV implichino un adattamento ai rapporti sociali e promuovano la sensibilità sociale.
Dunque pensare col cuore non è solo un’espressione poetica e romantica, ma è una realtà psicologica, il nostro cuore ci dice come e cosa pensare e lo fa attraverso i suoi battiti, regolandone la velocità e influenzando le nostre capacità di interrelazione con gli altri e col mondo che ci circonda, senza che noi ce ne rendiamo conto. D’altronde come diceva Antoine de Saint-Exupèry: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Fonte originale 

9 gennaio 2011

IL GIURAMENTO

   
Un antico imperatore cinese fece, un giorno un solenne giuramento.
"Conquisterò e cancellerò dal mio regno tutti i miei nemici".
Un po' di tempo dopo, i sudditi sorpresi videro l'imperatore che passeggiava per i giardini imperiali a braccetto con i suoi peggiori nemici, ridendo e scherzando.
"Ma..." gli disse sorpreso un cortigiano "non avevi giurato di cancellare dal tuo regno tutti i tuoi nemici?".
"Li ho cancellati, infatti" rispose l'imperatore. "Li ho fatti diventare tutti miei amici!".

Un uomo aveva deciso di curare il praticello davanti alla sua casetta, per farne un perfetto tappeto verde "all'inglese". Dedicava al suo prato tutti i momenti liberi. Era quasi riuscito nel suo intento, quando, una primavera, scoprì che nel suo prato erano nati alcuni tarassachi, dai brillanti fiori gialli.
Si precipitò a sradicarli. Ma il giorno dopo altri due fiori gialli spiccavano nel verde del prato.
Comprò un veleno potente. Niente da fare.
Da quel momento la sua vita divenne una lotta contro i tenaci fiori gialli, che ad ogni primavera diventavano più numerosi.
"Che posso ancora fare?", confidò scoraggiato alla moglie.
"Perché non provi ad amarli?", gli rispose tranquilla la moglie
L'uomo ci provò. Dopo un po', quei brillanti fiori gialli gli sembrarono un tocco d'artista nel verde smeraldo del suo prato.
Da allora vive felice.
Quante persone ci irritano... Forse dovremmo provare ad  amarle...

 
Autore: Bruno Ferrero - Libro: Cerchi nell'Acqua

8 gennaio 2011

BUONUMORE E CREATIVITA'

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La psicologia ci insegna che il buonumore è in grado di stimolare la creatività. A rivelarlo è stata una ricerca condotta presso l’Università di Toronto, che si è occupata dell’argomento specifico e che è riuscita a mettere in luce gli effetti importanti dell’umore sul pensiero creativo. Un modo per riuscire a sviluppare le proprie abilità mentali.
I ricercatori sono riusciti a dimostrare che essere di buonumore comporta la possibilità di essere maggiormente produttivi nel mettere in atto tutte quelle opportunità di risolvere i problemi in modo adeguato e di fornire performance più funzionali. Assieme alla memoria la creatività trae benefici da un sonno adeguato. Questa ricerca adesso mette l’accento sulle opportunità offerte dal pensiero positivo.

Gli studiosi hanno preso in considerazione alcuni volontari, che sono stati sottoposti ad un particolare esperimento. I soggetti coinvolti nello studio avevano il compito di classificare delle fotografie secondo precisi criteri. Prima di procedere allo svolgimento del compito, i volontari avevano l’occasione di guardare dei video divertenti o tristi, i quali influenzavano il loro umore.

In questo modo i ricercatori hanno potuto riscontrare che coloro che erano più felici riuscivano meglio a classificare le fotografie, visto che l’umore riusciva ad influenzare in maniera diretta le azioni compiute. Le emozioni che proviamo sono in stretta correlazione con il modo in cui riusciamo ad affrontare tutte le incombenze della vita quotidiana.

È bene tenere sempre presente questo concetto per riuscire a dare il meglio di noi stessi in qualunque situazione, anche se non dobbiamo dimenticare che anche il cattivo umore ha i suoi vantaggi.

7 gennaio 2011

LE RELAZIONI LUNGHE SALVANO DAI PROBLEMI MENTALI


Londra - Una lunga relazione, non necessariamente matrimoniale, e' la chiave per avere meno problemi di salute mentale. Lo afferma uno studio pubblicato dal British Journal of Psychiatry, secondo cui superare i cinque anni con la stessa persona abbatte notevolmente il rischio di depressione, tendenze suicide e anche di dipendenze da alcol e droghe. I ricercatori dell'Universita' di Otago hanno analizzato mille neozelandesi di eta' intorno ai 30 anni, trovando che quelli con relazioni piu' lunghe avevano un tasso molto minore di problemi mentali: nei single il tasso era del 16 per cento, mentre in quelli con un rapporto inferiore ai due anni era del 23 per cento. Molto migliore la situazione di chi aveva relazioni piu' lunghe: la percentuale scende al 10 per cento tra i due e i quattro anni, e arriva al 9 per cento superati i 5 anni. Le raccomandazioni del partner sembrano avere un effetto anche sull'abuso di alcol, che e' un problema del 12 per cento dei single mentre solo del 3 per cento di coloro che hanno una relazione lunga. "Il motivo per questo effetto - hanno spiegato gli autori - va ricercato nella stabilita' finanziaria e nel supporto emozionale che si ottiene con una relazione lunga, che non e' pero' legato allo status della coppia, visto che si riscontra sia nelle persone sposate che in quelle che non lo sono" .


Fonte originale

5 gennaio 2011

IN AMORE I CERVELLI DI UOMINI E DONNE VANNO ALL'UNISONO

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Quando si è innamorati non c'è differenza di genere che tenga: il cervello di uomini e donne reagisce allo stesso modo e, soprattutto, rifugge dalla razionalità. È la scoperta di un gruppo di scienziati dell'university College di Londra che ha pubblicato sulla rivista Plos One, uno studio sull'argomento, analizzando anche le aree del cervello che si attivano con l'odio. Semir Zeki, coordinatore della sperimentazione e colleghi hanno «fotografato», con la risonanza magnetica funzionale, il cervello di un gruppo di 24 volontari impegnati a guardare le foto di qualcuno che amavano e che odiavano. Il gruppo era così composto: 12 uomini (6 eterosessuali e 6 omosessuali) e 12 donne (6 eterosessuali e 6 omosessuali). Davanti alla foto dell'amato o dell'amata, il cervello di maschi e femmine si è comportato allo stesso modo, si sono «accese» le aree corticali e sottocorticali, soprattutto dove si trovano i neurotrasmettitori dopaminergetici, quelli legati alle emozioni positive. Dalle immagini della RMF è emersa anche una particolarità: in caso di amore, alcune zone del cervello legate alla razionalità si spegnevano. Si tratta di larghe parti della corteccia cerebrale, associate al giudizio e al ragionamento, che, invece, rimangono attive in presenza di sentimenti di odio.

4 gennaio 2011

Riuscire a capire il linguaggio non verbale per godere di una vita migliore

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La comunicazione non verbale è la parte di comunicazione “senza il dialogo” o del corpo che ognuno di noi mette in atto in ogni singolo aspetto della nostra interazione con un’altra persona. E’ come uno specchio che ci dice cosa pensa e come si sente un essere umano in risposta alle nostre parole o azioni. Conoscere il linguaggio del corpo è perciò la modalità per esprimerti meglio. A questo proposito gli studi ci dicono che la maggior parte dei messaggi vengono convogliati tramite il linguaggio dei gesti.
Capendo il linguaggio dei gesti di una persona possiamo comprendere parecchie cose prima ancora che abbia proferito parola e questo è un grandissimo vantaggio che potremo utilizzare per avere successo negli affari e nei rapporti amorosi.
La nostra abilità di sfruttare positivamente il linguaggio del corpo e di leggere i pensieri delle altre persone tramite lo stesso linguaggio del corpo distingue perciò gli uomini consapevoli dagli uomini immaturi, e può rivelarsi un efficace strumento per la crescita globale del nostro carattere. Esso è senza ombra di dubbio lo strumento senza parole per una esistenza entusiasmante.
Noi usiamo il linguaggio dei gesti ogni giorno nelle nostre vite per inviare i nostri messaggi, per riuscire ad ottenere risposte belle e per ottenere ciò che desideriamo. E anche se lo usiamo sempre possiamo in realtà (e la maggior parte delle volte succede così) non esserne pienamente consapevoli. Esso inoltre non coinvolge solamente la bocca ma bensì il corpo nella sua interezza.
Ci sono quindi diverse modalità di comunicazione. Ogni modalità ha la sua importanza e quella non verbale è una di esse. Un esempio che riunisce o cade nella categoria del linguaggio dei gesti è il modo in cui il sordomuto parla. Ma la forma più profonda è, in ogni caso, la comunicazione non verbale.
Esso tuttavia è probabilmente il meno conosciuto, non perchè sia il meno efficace ma perchè è quello che è meno noto; in effetti è uno dei più praticati inconsciamente. Lo utilizziamo infatti tutti continuamente ma è difficile che ci facciamo caso e nonostante ciò esso è una delle fonti più attendibili di indicazioni precise.
Le azioni parlano difatti con maggior forza delle parole e il linguaggio del corpo è la traduzione letterale di tale affermazione. Il linguaggio non verbale ci è reso disponibile in maniera naturale e perciò si manifesta in modo spontaneo e tutto quello che ti serve è riuscire a comprendere come attribuirgli un significato e svilupparlo in tutte le sue grandi potenzialità. Non negare perciò a te stesso questa abilità. Certo che si, questa è un’abilità.
Puoi in merito a ciò solo lontanamente prevedere il prodigioso potere che avrai nell’applicarlo? Con esso sarai in grado di decodificare le sensazioni più profonde delle altre persone anche se non le stanno esprimendo direttamente. Sarai inoltre capace di correggere il tuo comportamento in base alla situazione e farai in modo di piacere alle altre persone e di essere affidabile ai loro occhi. E tutto ciò perchè ciò che le parole non possono, il linguaggio del corpo invece può. Per riuscire a capire tale arte sottile e sfruttarla al meglio per migliorare la tua esistenza, visita: linguaggio del corpo

 Sorgente articolo

3 gennaio 2011

SII ONESTO..... TI LAMENTI SPESSO?

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 di Cecilia Sardeo

Sii Onesto…Ti Lamenti Spesso? Oggi mi sono imbattuta in una citazione che mi ha davvero colpito:
Quando ti lamenti, diventi un magnete vivente di disgrazie.
Che citazione potente! Non trovi? 
Ora prenditi un attimo e dai uno sguardo alla tua vita da vicino...puoi ricordare momenti o addirittura interi periodi in cui sembra che tutto vada sempre peggio? Io si, e sono certa anche tu.

L’ho sperimentato personalmente più e più volte, soprattutto nelle mie relazioni interpersonali. Appena comincio a focalizzare la mia attenzione su ciò che in una relazione proprio non va....bè quella relazione finisce per peggiorare. Questo è il modo più immediato e veloce per rendersi conto di come ‘ciò su cui focalizzi l’attenzione si espanda a macchia d’olio’.

Questo è il motivo per cui ho voluto condividere questa citazione con te. Mi ha lasciato l’amaro in bocca perché mi sono resa conto di quante volte io diventi intenzionalmente un ‘magnete vivente di disgrazie’. Ameno adesso che ne sono cosciente, posso smettere questo circolo vizioso appena mi rendo conto di esserci caduta dentro. Ma la notizia ancora più bella è che questa citazione non è meno vera del suo esatto contrario: ‘Quando esprimi gratitudine, diventi unmagnete vivente di fortuna, denaro e successo.
Perciò se ancora non esprimi gratitudine giornalmente per ciò che di positivo ti è successo nel corso della giornata, bè è ora di cambiare abitudine!
No, non ci credo se stai pensando che oggi non è successo niente di bello. Pensaci bene, può trattarsi di una cosa semplicissima...come una passeggiata rilassante che non trovavi il tempo di fare da settimane, o una giornata di sole senz’afa.
Vedrai come concentrarsi su quanto di positivo accade durante il giorno, modificherà il tuo umore in un baleno, e ti darà l’energia necessaria per portare a compimento i tuoi progetti e concludere la giornata nel miglior modo possibile.




L'autrice - Appassionata ed esperta di Web Marketing, Cecilia Sardeo ha dedicato un blog sull'argomento, dove scrive molti articoli anche sulla produttività e il management. Puoi saperne di più visitando SeoWebMarketingStrategico.Com

Fonte originale 

2 gennaio 2011

Perchè l'uomo fugge...

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Nei peggiori incubi sentimentali di molte donne si aggira uno spauracchio. Una specie di fantasma che sbuca dal nulla rovinando la scena proprio quando tutto sembrava andare per il verso giusto.
Così… all’improvviso, senza nessuna ragione apparente… lui fa retromarcia. Lo chiami ed è sempre occupato per una cosa o per l’altra, quando sei insieme diventa irritabile, ombroso, evasivo e… per adesso non mi vengono altri termini, comunque hai capito cosa intendo dire.
E’ una di quelle situazioni che assomigliano a una spirale discendente. Come quando ti cade una goccia di gelato sulla camicetta.
Tu prendi tutte le precauzioni necessarie per toglierla senza fare ulteriori danni. Ma la macchia non ne vuol sapere! Nonostante le tue mosse millimetriche per levarla, lei si allarga diventando una patacca visibile a chilometri di distanza.
L’uomo fugge! E più cerchi di capire il perchè e più lui fugge. Una spirale discendente. E tu non ti rendi conto che sono proprio le tue attenzioni eccessive a farlo scappare.
Presa dall’ansia per la situazione che sta degenerando non riesci a ragionare. Non ti accorgi che le attenzioni sono come la pressione fiscale, al di sopra di una certa aliquota scatta l’evasione di massa.
E l’uomo è proprio così, se riceve attenzioni al di sopra di un certo dosaggio si sente soffocare, imprigionare… vuole evadere, vuole verificare se ha ancora totale controllo sulla sua vita
 

1 gennaio 2011

IL GIORNO DI CAPODANNO

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di Paulo Coehlo


Il primo giorno dell'anno


Lo distinguiamo dagli altri

come

se fosse

un cavallino

diverso da tutti

i cavalli.

Gli adorniamo

la fronte

con un nastro,

gli posiamo sul collo sonagli colorati,

e a mezzanotte

lo andiamo a ricevere

come se fosse

un esploratore

che scende da una stella.

La terra accoglierà questo giorno

dorato, grigio, celeste,

lo bagnerà con frecce

di trasparente pioggia

e poi lo avvolgerà

nell'ombra.

Eppure

piccola porta della speranza,

nuovo giorno dell'anno,

sebbene tu sia uguale agli altri

come i pani

a ogni altro pane,

ci prepariamo a viverti in altro modo.