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9 ottobre 2011

GELOSIA: IMPARARE A CONOSCERLA

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La gelosia. Emozione? Stato d'animo? Sentimento? E' così difficile capire cos'è la gelosia che addirittura non si sa nemmeno come definirla e come classificarla.

Ed il fatto che esistano più tipi di gelosia distingubili in base all'oggetto verso cui questo stato emotivo od affettivo è rivolto, complica ancor più il problema. Chiaramente, c'è una bella differenza tra l'esser gelosi di una cosa e l'esser gelosi di una persona. Nel primo caso c'è un desiderio di esclusività per delle cose che ci appartengono e che non vorremmo cedere ad altri, e qui si parla di gelosia materiale. Nel secondo caso, domina il timore di perdere l'affetto esclusivo di una persona ed è questo il caso della gelosia romantica.

Si può, parlare, poi, anche di un altro tipo di gelosia, quella da confronto sociale, che nasce dal desiderio di ottenere un bene che non si ha e dal timore che qualcun altro possa averlo al posto nostro.
In generale, ad esser gelose, sono le persone un pò più insicure, ansiose, possessive, invidiose, irrazionali e con una scarsa stima verso se stesse.

E non son state indicate differenze tra i sessi rispetto l'intensità della gelosia, ma diversità di comportamenti associati. Gli uomini, per esempio, sono più inclini delle donne ad assumere iniziative aperte in caso di tradimento, cercano cioè di discutere il problema, di affrontare il rivale od aggredire la compagna. Al contrario, le donne, sembrano esternalizzare meno la gelosia ed i comportamenti connessi soffrendo, però, maggiormente di intensi sentimenti negativi. Per quel che, infine, riguarda gli aspetti cognitivi messi in atto, le differenze sono davvero impercettibili. Sia gli uomini e sia le donne, infatti, hanno come reazione comune quella di rimuginare in modo tormentoso sull'accaduto.

Tuttavia, una sana forma di gelosia in un rapporto, è anche, perchè no, apprezzata. Ma quando ci si spinge al di là, allora, si parla di gelosia morbosa. Ed è qui che si tratta di vera  e propria patologia, dove nei casi più gravi è anche necessario rivolgersi ad uno specialista.
Una persona, principalmente, non è un oggetto ed è da questo concetto che bisogna muoversi per cercare di limitare certi sbagliati atteggiamenti.

E' chiaro che, come scritto in precedenza, le persone gelose in modo morboso, sono le più insicure ed ansiose, ed è per questo che bisogna lavorare prima su se stessi rafforzando la propria autostima e fiducia. E' chiaro che se si è convinti di non valere molto, o di non esser nulla di che, si è portati, automaticamente, a pensare che prima o poi anche il partner arriverà a questa conclusione. Per questo, il primo passo importante da fare, è quello che di iniziare a credere di più a se stessi. Di pensare che si vale semplicemente perchè si è.

Fatto questo, fondamentale è concedere, in una coppia, i giusti spazi, senza sms continui, o telefonate, o domande sospettose. La fiducia nell'altro è indispensabile. E se qualcosa, davvero, insospettisce è bene parlarne tranquillamente ed affrontare in una conversazione armoniosa il problema.

Un rapporto di amore, non può esser visto come un rapporto di dipendenza. E' importante condividere, non anullarsi. Limite tanto sottile quanto pericoloso.

Lisa Marino Fonte

6 ottobre 2011

Relazioni sentimentali: 3 falsi miti da sfatare

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La psicologia di coppia evidenzia come, spesso, le relazioni sentimentali siano difficilmente gestibili a causa di aspettative e credenze cui involontariamente diamo adito. In questo articolo cerchiamo di sfatare 3 falsi miti femminili.
In amore, si sa, si rischia di prendere un sacco di abbagli, soffrendo così, più del necessario. Ecco 3 delle false credenze che rischiamo di portarci dietro inconsapevolmente e che potrebbero causarci non poche scocciature.
1° falso mito: Dare significa ricevere
Questa credenza ci dice che per ottenere più affetto e amore da un uomo, si deve diventare più affettuose e romantiche per prime. Si giunge così a comprare regali speciali, dirgli “Ti amo” prima di lui, cucinargli pasti straordinari e offrirgli un sacco di consigli e incoraggiamenti. Insomma si arriva a diventare una donatrice, credendo che, nel tempo, lui ricambierà. Ma tutto questo ci fa soltanto sentire fidanzate perfette!
Mentre è vero che ogni rapporto è dare e avere, la verità è che gli uomini non si innamorano perché abbiamo dato loro così tante cose. Nè rimangono innamorati perché ci si è sacrificate per loro. Gli uomini si innamorano quando possono dare a una donna, quando possono rendere felice e appagare la persona che desiderano. Si innamorano quando si possono prendere cura della donna voluta, condividendo con lei le proprie emozioni. L'esperienza di dare è importante per ognuno anche se, spesso, ricevere, sembra di gran lunga preferibile. Dal punto di vista esistenziale riuscire a donare e permettere all'altro di farlo richiedono una maturità e una competenza affettiva difficili da costruire.

Consiglio n.1: Mai dare a un uomo più di quello che lui da, incluse le espressioni di affetto e incoraggiamento

2° falso mito: Essere desiderate equivale a ricevere una proposta di matrimonio
Sin dal momento in cui si inizia una relazione nella quale tutto sembra andare  a gonfie vele, ci si illude che essere esclusive in quel momento, condurrà l'uomo a sposarci quanto prima. Le cose non stanno affatto così: ben presto ci si rende conto che lui non è disposto a rinunciare alla sua libertà, al suo stato di uomo libero solo per il semplice fatto di considerarci attraenti o importanti. Vivere con questa illusione è una immancabile condanna a soffrire. Gli uomini decidono quando e come sposarsi su basi ben diverse dal trovare piacevole una donna. Voler indurre un uomo attraverso l'emotività a compiere un passo così importante è una stupidaggine. Così com'è vero che essi possono essere interessati a una donna in maniera totale, è altrettanto vero che possono rinunciarvi abbastanza facilmente quando c'è puzza di matrimonio!
Il consiglio n. 2: togliersi le fette di prosciutto dagli occhi e costruire una relazione spontanea senza aspettative matrimoniali eccessive

3° falso mito: Tacere serve a  non rovinare tutto
Molto spesso la paura di perdere la persona che si ama, induce nella tentazione di accettare le situazioni irrisolte e reprimere i propri sentimenti, illudendosi che "passerà". In realtà, ingoiare amaro, com'è tipico della donna, crea degli scompensi di coppia molto più gravi di ciò che si può immaginare. Questo non vuol dire che continuamente dobbiamo riversare sul nostro partner le nostre paure, ma che se c'è un problema è meglio affrontarlo con il dialogo che non con il silenzio o con l'accettazione. Attribuire all'uomo un falso mito di "incapace di comprendere i problemi" è uno delle difficoltà maggiormente incontrate dagli psicologi di coppia che si ritrovano a risolvere situazioni strane in cui l'uomo non era minimamente a conoscenza delle preoccupazioni della sua compagna.
Consiglio n.3: non ingoiare amaro, riversando, poi, tutto il malessere su altre questioni meno importanti e incomprensibili all’intelletto altrui
Articolo scritto da Cinzia Rampino
 

4 ottobre 2011

Sogni a luci rosse: i più comuni per lui e per lei

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I sogni a luci rosse sono più frequenti di quanto si pensi e la scienza ci viene in aiuto per tranquillizzare i nostri sensi di colpa: è normale fare sogni erotici che spesso vengono rimossi al risveglio. E’ bene sapere che il loro significato non è di immediata comprensione, spesso hanno un significato simbolico che va interpretato. Recentemente alcuni studi del settore hanno confermato che per le donne i sogni erotici insieme a quelli delle cadute dall’alto sono al primo posto come frequenza. Gli studiosi confermano che, nonostante i pregiudizi ancora fortemente presenti in materia, i sogni a sfondo sessuale non sono segno di repressione tutt’altro, sono espressione di un profondo e sano contatto con la propria sfera affettiva e sessuale. Talvolta migliorano anche l’eros.

Ma cosa sognano i maschi? E le femminucce?
I maschi sognano spesso incontri sessuali esagerati, imprevisti e molto eccitanti. La donna invece sogna scene erotiche intrise di passione ma anche grande comprensione da parte del proprio uomo, vive un coinvolgimento assoluto e totale.
A questo punto non ci resta che scoprire nel dettaglio la classifica dei sogni a luci rosse più frequenti per lui e per lei.

LA CLASSIFICA DI LEI:
Fare sesso con due uomini:
E’ un sogno erotico molto ricorrente. Uno dei due uomini può anche non partecipare all’atto e guardare soltanto. In ogni caso lei ha bisogno di dimostrare ai due (e a sé stessa) quanto sia attraente. Probabilmente il sogno nasce dalla necessità di essere maggiormente apprezzata. E’ un desiderio e un bisogno: piacere ed essere al centro dell’attenzione del mondo maschile. I due uomini rappresentano le due parti del sesso, quello tenero e quello aggressivo.
Fare sesso con uno sconosciuto:
Frequentissimo. E’ il risultato di una forte attrazione immediata che non lascia sensi di colpa. E’ il classico dei sogni a luci rosse: lo sconosciuto non giudica, è una figura anonima su cui riversare tutti i propri bisogni non confessati. E’ quello con valenza più propriamente erotica degli altri, perché permette alla donna di vivere almeno oniricamente una sessualità primitiva e senza pregiudizi.
Essere guardata mentre fai l’amore con il partner:
Nelle femmine la componente esibizionista è più forte che negli uomini. In questo sogno lei ha bisogno di essere approvata, apprezzata, confermata. Vuole diventare oggetto di desiderio e di attenzione, anche per gli altri che la guardano. Il significato però può cambiare a seconda dell’identità di chi guarda. Spesso nei sogni degli adolescenti, gli spettatori sono i genitori: simboleggia la ricerca della loro attenzione.
Fare sesso con una donna
Se una donna sogna di fare sesso con un’altra donna, non è segno di omosessualità. E’ solo il bisogno di esplorazione di sé stessa, attraverso la figura di una simile come in un gioco di specchi. Si tratta di un sogno molto naturale, rassicurante, tenero e non di sesso aggressivo, un bisogno di conferme e rassicurazioni. Nasconde il timore del giudizio maschile.
LA CLASSIFICA DI LUI:
Fare sesso in gruppo
Sogno erotico molto diffuso. L’uomo sogna di fare sesso in un gruppo perché trovandosi tra persone sconosciute si sente libero di esprimersi, anche nei suoi desideri più privati e trasgressivi. La situazione rimanda ai riti dionisiaci, durante i quali gli individui manifestavano la propria parte più vera, naturale, primitiva e non soggetta ai condizionamenti dettati dalla civiltà. E’ deresponsabilizzante e nel contempo rassicurante, perché in gruppo si può fare quello che nella realtà, non si avrebbe l’opportunità di fare.
Fare sesso con un personaggio famoso
Il più tenero dei sogni erotici. Dolce e rassicurante rivela la parte infantile dell’uomo. Il fatto che un personaggio famoso voglia fare l’amore con lui lo fa sentire protagonista. Si fa spesso durante l’adolescenza o all’inizio di una crisi di coppia.
Fare sesso con una collega
E’ il segnale di una routine che sta uccidendo l’uomo e quindi fare sesso con una collega è rivitalizzante, getta alcool su di un fuoco ormai spento.

I sogni a luci rosse sono più frequenti di quanto si pensi e la scienza ci viene in aiuto per tranquillizzare i nostri sensi di colpa: è normale fare sogni erotici che spesso vengono rimossi al risveglio. E’ bene sapere che il loro significato non è di immediata comprensione, spesso hanno un significato simbolico che va interpretato. Recentemente alcuni studi del settore hanno confermato che per le donne i sogni erotici insieme a quelli delle cadute dall’alto sono al primo posto come frequenza. Gli studiosi confermano che, nonostante i pregiudizi ancora fortemente presenti in materia, i sogni a sfondo sessuale non sono segno di repressione tutt’altro, sono espressione di un profondo e sano contatto con la propria sfera affettiva e sessuale. Talvolta migliorano anche l’eros.
Ma cosa sognano i maschi? E le femminucce?
I maschi sognano spesso incontri sessuali esagerati, imprevisti e molto eccitanti. La donna invece sogna scene erotiche intrise di passione ma anche grande comprensione da parte del proprio uomo, vive un coinvolgimento assoluto e totale.
A questo punto non ci resta che scoprire nel dettaglio la classifica dei sogni a luci rosse più frequenti per lui e per lei.

LA CLASSIFICA DI LEI:
Fare sesso con due uomini:
E’ un sogno erotico molto ricorrente. Uno dei due uomini può anche non partecipare all’atto e guardare soltanto. In ogni caso lei ha bisogno di dimostrare ai due (e a sé stessa) quanto sia attraente. Probabilmente il sogno nasce dalla necessità di essere maggiormente apprezzata. E’ un desiderio e un bisogno: piacere ed essere al centro dell’attenzione del mondo maschile. I due uomini rappresentano le due parti del sesso, quello tenero e quello aggressivo.
Fare sesso con uno sconosciuto:
Frequentissimo. E’ il risultato di una forte attrazione immediata che non lascia sensi di colpa. E’ il classico dei sogni a luci rosse: lo sconosciuto non giudica, è una figura anonima su cui riversare tutti i propri bisogni non confessati. E’ quello con valenza più propriamente erotica degli altri, perché permette alla donna di vivere almeno oniricamente una sessualità primitiva e senza pregiudizi.
Essere guardata mentre fai l’amore con il partner:
Nelle femmine la componente esibizionista è più forte che negli uomini. In questo sogno lei ha bisogno di essere approvata, apprezzata, confermata. Vuole diventare oggetto di desiderio e di attenzione, anche per gli altri che la guardano. Il significato però può cambiare a seconda dell’identità di chi guarda. Spesso nei sogni degli adolescenti, gli spettatori sono i genitori: simboleggia la ricerca della loro attenzione.
Fare sesso con una donna
Se una donna sogna di fare sesso con un’altra donna, non è segno di omosessualità. E’ solo il bisogno di esplorazione di sé stessa, attraverso la figura di una simile come in un gioco di specchi. Si tratta di un sogno molto naturale, rassicurante, tenero e non di sesso aggressivo, un bisogno di conferme e rassicurazioni. Nasconde il timore del giudizio maschile.
LA CLASSIFICA DI LUI:
Fare sesso in gruppo
Sogno erotico molto diffuso. L’uomo sogna di fare sesso in un gruppo perché trovandosi tra persone sconosciute si sente libero di esprimersi, anche nei suoi desideri più privati e trasgressivi. La situazione rimanda ai riti dionisiaci, durante i quali gli individui manifestavano la propria parte più vera, naturale, primitiva e non soggetta ai condizionamenti dettati dalla civiltà. E’ deresponsabilizzante e nel contempo rassicurante, perché in gruppo si può fare quello che nella realtà, non si avrebbe l’opportunità di fare.
Fare sesso con un personaggio famoso
Il più tenero dei sogni erotici. Dolce e rassicurante rivela la parte infantile dell’uomo. Il fatto che un personaggio famoso voglia fare l’amore con lui lo fa sentire protagonista. Si fa spesso durante l’adolescenza o all’inizio di una crisi di coppia.
Fare sesso con una collega
E’ il segnale di una routine che sta uccidendo l’uomo e quindi fare sesso con una collega è rivitalizzante, getta alcool su di un fuoco ormai spento.

  

2 ottobre 2011

L'importanza del bacio

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John Gray, uno dei più autorevoli esperti nel campo della psicologia relazionale, afferma che il bacio ha una enorme importanza nella relazione di coppia. E’ un piccolo gesto: il più semplice e naturale al mondo. Non ci sono tempi prestabiliti da rispettare, è la passione e la voglia di conoscersi che decidono. Per la maggior parte delle donne il bacio è addirittura più importante del rapporto sessuale ed attraverso esso si può capire se un uomo può essere quello giusto oppure no. Un bacio appassionato può dare l’idea di quanta compatibilità sessuale c’è tra due persone che si piacciono. Infatti, ci baciamo per esprimere amore, tenerezza e passione, per dare prova di fiducia, di confidenza, di disponibilità, per fare la pace dopo un litigio o per augurare la buona notte.  Le relazioni si costruiscono intorno al bacio. Baciarsi è la prima forma d’intimità che un uomo e una donna sperimentano e diventa, con il tempo, il simbolo di complicità e solidità della coppia. Un gesto così semplice può mantenere viva la passione nel tempo, se solo impari a valorizzarlo e a riconoscergli la giusta importanza.


Ecco, quindi, tre semplici suggerimenti per invogliare la passione tramite il bacio.

1)Mentre sei sul divano a guardare la tv, sorprendilo con baci inaspettati! Sarà un modo per rendere unico e speciale anche un momento di normale quotidianità.

2) Mentre cammini per strada fermati sotto un lampione o davanti la vetrina di un ristorante e bacia il tuo lui/ la tua lei, incurante dei passanti. Il tuo partner si sentirà unico, al centro del mondo e delle tue attenzioni.

3) Il bacio è uno “stuzzicante” preliminare. Se diventi un “baciatore d’eccellenza”, indirettamente farai pensare al tuo partner che quello che ci sarà dopo non potrà deluderlo.

Gioia Tagliente

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1 maggio 2011

SOS UOMINI DIFFICILI

QUATTRO IDENTIKIT DI PARTNER IMPEGNATIVI E TANTI *SPUNTI RIFLESSIVI*
Certi uomini sono impossibili da amare,ma amabili nel farci innamorare.All inizio ci lusingano cn le loro attenzioni,o c catturano cn le studiate disattenzioni,poi pero' qnd gl ormoni della passione smettono di annebbiare il cervello ti accorgi che l'amato partner e' insopportabile..

IL NARCISO : e' affascinante e appassionato finke' nn gl si domanda troppo. spesso si tratta di un uomo a cui fin da piccolo gl e' stato kiesto di essere vincente ,quindi ha cncentrato ogni energia su se stesso e ha sempre bisogno di nutrire la sua autostima.
*la sua apparente sicurezza puo' riempire il vuoto della tua insicurezza ,cosi brilli di luce riflessa, ma ATTENZIONE xke' spesso il narciso per emergere ha bisogno di svalutare gl altri...Teme di scoprire che nn vale quando pensa, e' un insicuro ma nn provare a dirglielo.. qst infatti sfodera le sue unghie e colpisce alla cieca. coltiva ironia e usala cn affetto e' l unica sostanza xindurlo a "rilassarsi"
L'OSSESSIVO - COMPULSIVO : intelligente,sensibile,sa farti sentire unica anke se ti cnsuma cn la sua ansia..il suo problema?il senso del dovere che lo costringe a abbedire alle regole cn cui e' stato educato.è in cnflitto cn se stesso xke' vorrebbe cncedersi un approccio piu' indulgente alla vita,ma nn riesce.quindi a volte si arrabbia,ANKE CN TE..
*ha bisogno di tenere tutto sotto cntrollo,xke' teme che gl sfugga qualcosa o qlcn agisca cntro di lui..
L'INDECISO : va in ansia di fronte a ogni scelta,rimanda progetti e spesso veste la sua indecisione di snobismo intellettuale.ha qll aria tenera che piace alle donne volitive,impegnate,cn le quali sa essere affettuoso,accudente.il problema?deve crescere dentro..
*lato positivo:ti "salva" da cnflitti e sensi di colpa ma nn pretendere l'impossibile!coraggio,spirito d'iniziativa nn gl appartengono!!nn decidere al posto suo,ma nn assecondare i suoi alibi,spronalo a scegliere senza giudicarlo..
IL DIPENDENTE : nn capita mai che ritardi senza awisarti o che si dimentichi di un anniversario. tra i compagni difficili IL DIPENDENTE E' IL PIU' PERICOLOSO,xke' la relazione e' a senso unico:tu dai e lui prende.
*domandati cm mai hai bisogno di dare cosi tanto a un uomo:pensi che sia l'unico modo per meritare di essere amata?temi che ti lasci?il dipendente e' abile nei ricatti affettivi e sa cm suscitare i tuoi sensi di colpa.se provi ad assolverti,a sentire che vali,sara' difficile cadere nelle sue trappole emotive.smetti di chiedere troppo a te stessa e di sentirti sempre in difetto:qst e' proprio il suo gioco!


Fonte originale

29 aprile 2011

ZONA DI COMFORT E ZONA DI CONTROLLO

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Zona di comfort: quante volte se ne sente parlare durante i percorsi di Crescita Personale? Sicuramente anche tu l’avrai sentita nominare oppure avrai letto qualcosa sull’argomento. Eppure, dietro questa definizione si nasconde una trappola linguisticache può portarti a digerire difficilmente il cambiamento.
Facciamo un passo indietro però. Cos’è la zona di comfort? Quando parliamo di zona di comfort (conosciuta anche con la definizione inglese comfort zone) ci riferiamo a tutta quella serie di schemi mentali, attività e abitudini alle quali ricorriamo più spesso. Sono tutte quelle azioni con le quali abbiamo confidenza e che svolgendole “ci sentiamo come a casa”.
Il punto è che difficilmente si cresce facendo le stesse cose che si fanno abitualmente. La vera Crescita è al di fuori di quell’area di sicurezza, cioè vivendo esperienze nuove, facendo cose diverse e imparando dai propri errori. Ovviamente tutti siamo abituati a restare all’interno di quella zona, per cui, almeno in teoria, non dovrebbe essere semplice uscirne.
Oltre a questa difficoltà, aggiungiamo anche la trappola linguistica che si nasconde dietro a questa definizione. Pensa ad esempio alla differenza che c’è tra affrontare un lungo viaggio dentro una piccola utilitaria rispetto ad un auto di lusso. Con quale delle due macchine sceglieresti di andare? Molto probabilmente con la seconda, dato che avresti ampi spazi, maggior sicurezza, cura dei particolari, ecc. In altre parole, durante il viaggio godresti di maggiori comfort.
Ecco la trappola linguistica: se stai così comodo dentro la tua zona di comfort, perché uscirne? Chi te lo fa fare? Per quale motivo dovresti rinunciare al comfort per fare qualcosa di diverso?
Uno come Richard Bandler, che la sa lunga sotto l’aspetto della linguistica, essendo il padre dellaPNL – Programmazione Neurolinguistica, definisce questo stesso concetto in un altro modo: zona di controllo.
Zona di comfort vs. zona di controllo. La differenza è sottile.
Allora, facendoti la stessa domanda di prima, per quale motivo dovresti volere uscire dalla zona di controllo? Molto semplice.
Se sei seduto comodamente e piacevolmente sul tuo divano, stai bene e ti godi quella sensazione di comfort, quando mai troverai la voglia di rialzarti?
Il controllo invece è diverso, semplicemente perché lo perdi continuamente, ogni giorno, nei modi più disparati e per motivi di cui tu hai poco o “nessun” controllo. Quindi, la zona di controllo comprende sì le tue abitudini, le tue credenze e i tuoi schemi di pensiero, che però, se ci pensi bene, ogni giorno vengono messi a dura prova e spesso cambiano “naturalmente”.
Probabilmente hai imparato a guidare o ad andare in bicicletta, andando in un altro paese ti sei fatto capire indipendentemente dal fatto che sapessi o meno la lingua, hai fatto cose che non avresti mai pensato possibili soltanto perché qualcosa o qualcuno ti ha tirato in ballo. Credi ancora che i bambini li porti la cicogna? Probabilmente no. Da questa zona di controllo, quindi, entri ed esci continuamente.
Se inizi a ragionare in questo modo, a questo punto la sfida non sta più nel fatto che sei tentato a restare ancorato alla tua zona di comfort. Piuttosto, la sfida sta nell’allenarsi a perdere il controllo in maniera ponderata, dato che comunque la mancanza di controllo è “inevitabile”.
Ci sono persone restie a viaggiare. Poi un bel giorno capita la necessità: per lavoro o per cause di forza maggiore sono “costretti” a prendere un aereo e andare dall’altro lato del mondo. Se però sai già che prima o poi può capitarti una cosa del genere, puoi decidere in anticipo, volontariamente, di fare un week-end in qualche capitale europea di tuo gradimento. Tutto ciò che imparerai durante questo viaggio di piacere, ti sarà prezioso nel caso di un futuro viaggio fatto invece per necessità.
Ecco quindi spiegata la distinzione tra le due zone:
1. nel concetto di zona di comfort è sottinteso un concetto di piacere e stare bene non veritiero, dato che il benessere del restare radicato dentro le proprie abitudini è di breve durata e comporta maggiore dolore quando il cambiamento dobbiamo affrontarlo per necessità. Inoltre, non è vero il fatto che ci sono persone che restano “sempre” all’interno di essa.
2. la zona di controllo invece non attribuisce positività o piacere al concetto stesso, ma serve semplicemente a distinguere tra cose delle quali si ha la padronanza, rispetto a quelle di cui si ha poca dimestichezza. Essendo il cambiamento e la mancanza di controllo naturali,riuscire a perdere il controllo in maniera ponderata, fa sì che la stessa mancanza di controllo diventi controllabile, soprattutto a livello mentale ed emotivo.
Pensa alle tue giornate, e pensa a quante volte sei costretto ad uscire dai tuoi schemi di pensiero, abitudini o attitudini. Noterai che sono molte di più rispetto a quanto immaginassi. Quindi, la prossima volta che sentirai parlare di “zona di comfort” ricordati delle mie parole e sorridi. Allenati volontariamente a perdere il controllo e ad affrontare il cambiamento in maniera pro-attiva. Riuscendo ad acquisire questa abilità ti sarà molto più semplice apportare qualsiasi cambiamento nella tua vita, sia che esso riguardi l’aspetto personale che professionale.


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11 aprile 2011

I SENSI DI COLPA

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di Antonio Quaglietta

Crescita personale e sensi di colpa 

Riprendiamo il nostro viaggio nella crescita personale, parlando di sensi di colpa. La nostra tappa di oggi tocca tre concetti fondamentali per sviluppare la nostra umanità, accrescere il benessere e vivere la vita che vogliamo. È, a mio avviso, vitale promuovere una discussione sui sensi di colpa partendo da tre concetti spesso assimilati, confusi o addirittura usati come sinonimi. La confusione emotiva e il malessere che può derivare da quest’assimilazione è davvero degna di nota.

I tre concetti che è bene indagare, separare e riconoscere nella loro natura peculiare sono:
  • Colpa 

  • Responsabilità

  • Sensi di colpa

Che si tratti di relazioni di coppia, familiari, di rapporti di amicizia e ancor più del rapporto con noi stessi, questi tre personaggi spesso sono parte della storia… conosciamoli.

La colpa

figura alta e imponente, dura e antipatica ma dai lineamenti ben definiti… dunque, gestibile e affrontabile.
Eh sì, quando la colpa c’è si vede: riguarda fatti e persone cui causiamo reali danni. Siamo colpevoli di azioni quando queste vanno contro qualcosa o qualcuno a sua volta chiaramente identificabile. La colpa è un concetto soprattutto giuridico. Se rubo la pensione a un’anziana signora sono colpevole del danno (non solo economico) causato alla malcapitata. Sento la mia colpa perché ho la capacità di immedesimarmi nell’altra persona e “sentire” empaticamente come quest’azione le abbia modificato la vita.
La colpa dà sempre anche la possibilità di azioni riparatorie: restituire la pensione, chiedere scusa, scontare una pena, pentirsi, perdonare e perdonarsi. Tutto questo mi dà la possibilità di tornare “in pari” con me stesso, di apprendere e di crescere.

I sensi di colpa

ombre sfumate, sfuggenti, avvolgenti come scialli, pesanti sullo stomaco, pungenti come una spina... tortura lenta e continua.
Come la definizione stessa mostra, i sensi di colpa sono una “sensazione” di colpa, un “sentire” un errore dentro di noi, anche se colpa reale non c’è.
In realtà non c’è un danno oggettivo a persone, non una precisa colpa ma c’è una categorica punizione che ci si infligge: vergogna, inadeguatezza e una sensazione cronica che ci blocca impedendoci scelte, comportamenti, a volte anche sensazioni. La paura che li scatena è quella del giudizio degli altri, di rovinare la nostra immagine e di subire la conseguente ferita narcisistica.
“Cosa penseranno di me?”… “Diranno che non sono buona!”.
Tutto questo avviene nella nostra mente non nella relazione.

Nelle relazioni, proprio per la loro alta capacità di inibire, i sensi di colpa sono uno strumento di potere. 

Facendo sentire in colpa l’altro se agisce come a me non piace, lo controllo senza mostrargli apertamente una mia richiesta e senza dargli la possibilità di ribellarsi e rifiutare.


Un bel senso di colpa e il problema è risolto. Ricordiamo però che gli altri possono farci male nella misura in cui glielo permettiamo: qualcuno può “regalarmi” un bel senso di colpa, sta a me poi accettare e prenderlo. 


Negli ultimi dieci anni di attività di formazione ma soprattutto in Counseling e Coaching ho potuto notare come i sensi di colpa sono molto frequenti nelle coppie, nelle famiglie, ma anche sul lavoro e nei rapporti di amicizia. Sembrano essere una pratica di controllo socialmente accettata, anche se provocano dolore, sofferenza e rabbia.

Impariamo a distinguere i sensi di colpa con degli esempi reali.

Provo senso di colpa se:

“passo una serata gioiosa ed entusiasmante senza il mio partner”
“non mi occupo del lavoro anche di altri che non fanno niente”
“non chiamo mia madre ogni sera”
“sto bene e mi sento spensierata”
“non mi preoccupo per i miei figli”
“non vado a pranzo dai miei la domenica”
“mi sento in colpa perché vivo di sensi di colpa”
In questi pochi esempi di sensi di colpa, possiamo notare come non c’è un reale danno causato a qualcuno se non a se stessi. La relazione con le persone cui il senso di colpa si riferisce, inoltre, si caricherà di rabbia e negatività perché la vedremo come una relazione che ci toglie libertà; essere schiavi non piace a nessuno.
  La responsabilità
erroneamente assimilata a colpa e sensi di colpa, è invece un concetto quasi opposto rispetto ai due. Essere responsabili della propria vita e delle proprie azioni implica un agire in modo autonomo e consapevole, percependo sempre molte possibilità e libertà di scelta. Agire responsabilmente significa assumersi le implicazioni delle proprie scelte e delle proprie azioni. L’azione responsabile c’è quando siamo consapevoli che al timone ci siamo noi e possiamo costantemente aggiustare il tiro, in base al ritorno che ogni azione produce. I sensi di colpa, come abbiamo visto, rendono schiavi e paralizzano dunque tolgono la possibilità di agire responsabilmente.

Una persona può agire tanto più responsabilmente quanto meno sente sensi di colpa.

  L’agire responsabile cancella i sensi di colpa poiché prevede sperimentazione, assunzione di rischi che inevitabilmente ci sono nella vita e nelle relazioni, accrescimento della consapevolezza sui propri copioni relazionali, apprendimento di nuove modalità di relazione, crescita. I sensi di colpa sono una pesante zavorra che impedisce tutto questo.
 

Passiamo all’azione: gestiamo il senso di colpa!

Ti propongo, come sempre, un esercizio pratico:
  1. Rintraccia i tuoi personali sensi di colpa;
     
  2. Per ognuno dei sensi di colpa cerca la colpa “reale”;
     
  3. In quelli per cui non c’è una colpa reale, un danno oggettivo, molla la zavorra dicendoti che è arrivata l’ora di riprenderti la tua libertà personale e relazionale;
     
  4. In quelli per cui c’è una colpa reale, trova una giusta “pena” da scontare, un’azione riparatoria (le scuse fatte col cuore sono un vero antidoto in questo caso), apprendi per agire responsabilmente in situazioni simili, perdonati, cresci e vai avanti.   
 

10 aprile 2011

L'INSUCCESSO NON ESISTE

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Thomas Edison trascorse molto tempo a inventare la prima lampadina.
Delle voci sostengono che fece duemila esperimenti per perfezionarla.
Alla conferenza stampa per lanciare la sua nuova invenzione, un giornalista girò il coltello nella piaga: "Dica, Mr. Edison, come si è sentito a fallire duemila volte nel fare una lampadina? "Giovanotto", disse Edison, "Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta una lampadina.

8 aprile 2011

CAMBIAMENTI

I’m starting with the man in the mirror
I’m asking him to change his ways
And no message could have been any clearer

If you wanna make the world a better place

Take a look at yourself and then make a change




Inizio con l'uomo allo specchio
Gli chiedo di fare dei cambiamenti
e nessun messaggio potrebbe essere più chiaro
Se vuoi fare del mondo un posto migliore
Osserva te stesso e cambia


 (The man in the mirror - Michael Jackson)

31 marzo 2011

MI HANNO DETTO

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Mi hanno detto che da una piccola fiamma può nascere
un grande fuoco. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che nel pozzo più scuro può nascondersi
un giglio. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che basta un sorriso per cancellare la
solitudine. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che un’esile voce può risvegliare la
fede negli uomini. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che da una sola parola può germogliare
il seme della speranza. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che un raggio di sole può rischiarare
il buio più profondo. Ed io ci credo
Mi hanno detto che bastano poche gocce per far crescere
un fiore nel deserto. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che un fiocco di neve può ricoprire
tutto il fango. Ed io ci credo.
Mi hanno detto che il mondo sta morendo per mancanza
d’amore. Ed io non ci voglio credere. 

25 gennaio 2011

TRE DOMANDE

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Un racconto su Socrate molto educativo.
Un giorno un uomo andò a trovare Socrate e gli disse: “Sai cosa ho saputo su un tuo amico?”
“Un istante”, rispose Socrate. Prima che tu mi racconti ciò che desideri desiderei farti un test. Quello dei tre colini (passini).
“I tre colini?” chiese l’uomo.
“Prima di raccontarmi tutto quello che vuoi sugli altri, è¨ buono avere del tempo per filtrare quello che va detto. Questo è cIò che io intendo per il test dei tre colini. Il primo colino è quello della Verità . Hai verificato che quello che mi stai per dire è la verità?”, disse Socrate.
“No. L’ho semplicemente sentito…” rispose l’uomo.
“Va bene. Non sai quindi se è¨ vero. Proviamo a filtrarlo in un altro modo utilizzando il secondo colino, quello della Bontà . Quello che stai per dirmi sul mio Amico,è qualcosa di buono?”, chiese Socrate.
“Ah no! Al contrario…” rispose l’uomo.
“Quindi”, continua Socrate, “tu mi vuoi raccontare qualcosa di cattivo su di lui e non sai neanche se le cose che mi stai per dire sono vere o meno. Puoi però ancora passare il test, perchè ti resta ancora il terzo colino, quello dell’Utilità . E’ utile che tu mi dica ciò che avrebbe fatto il mio Amico?”
“…non veramente…” rispose un po’ sconcertato l’uomo.
“Allora”, concluse Socrate, “se ciò che mi vuoi raccontare non è¨ né  vero, né buono, né utile, perchè me lo vuoi dire?”

Fonte:lezoche.com
 

22 gennaio 2011

Amore: perche' lui non ti cerca? Come comportarsi?

Spesso sparisce e poi torna, state benissimo insieme ma inesorabilmente, poi, lui scompare. E' un percorso obbligatorio per tutte le storie importanti. Qualche consiglio pratico sul come 'agire'

AMORE CONSIGLI PRATICI / ROMA - Alle volte capita, tra due persone che si stanno conoscendo, di alternare momenti di interesse pieno a momenti di allontanamento inaspettato. Spesso è proprio lui a scegliere le fasi di avvicinamento e distacco. Prima di impazzire tentando di interpretare questi suoi comportamenti,  ecco una spiegazione a quello che succede e alcune indicazioni utili per acquistare qualche punto in più ai suoi occhi nel tuo percorso di 'seduzione'. Citando John Gray, uno dei più grandi esperti del rapporto uomo-donna: "Gli uomini sono come gli elastici: oscillano automaticamente tra il bisogno di intimità e quello di autonomia".
Questo pare esser un meccanismo naturale, che fa parte del ciclo di intimità maschile. Noi donne non comprendiamo il perché di tali sbalzi, dato che un nostro eventuale allontanamento è indice di un problema ben preciso mentre per loro è un processo naturale: lui si allontana anche se tu non hai fatto nulla di male, anche se sta bene con te.
Quando noti che lui è in un momento di allontanamento tu NON DEVI:
- Chiedere spiegazioni: Aspetta che torni, lascia il tempo all’elastico di allontanarsi quanto basta per avvertire di nuovo il bisogno di intimità.
- Non dire cose del tipo: "mi fai stare male", “perché non mi hai cercata?", "allora non ti interesso davvero!".  Finirai per convincerlo tu stessa di queste cose quando lui, invece, non si era proprio posto il problema.
- Respingerlo quando torna: non fargliela pagare o lui non avrà mai più voglia di tornare.

Se vuoi conquistarlo quando lui si allontana DOVRAI:
-  Ricordarti che questo suo allontanamento è necessario  per un successivo riavvicinamento.
- Non fargli pesare nulla, ma anzi, lasciargli il tempo di soddisfare il suo bisogno di autonomia.
- Accoglierlo con affetto e allegria: Questo aumenterà a dismisura la sua voglia di tornare da te sempre.
Gioia Tagliente

20 gennaio 2011

Le redini della vita

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Il "piccolo" dell'uomo nasce e da subito dimostra il suo temperamento giacché nei primi mesi di vita e anche nei primi anni, il suo contatto con il Sé è stretto e fluido ed egli manifesta peculiarità, attitudini, qualità, vocazioni le quali - se si prestasse loro la dovuta attenzione e il rispetto- sarebbero i sicuri segnali del suo progetto di vita.
Poi, come in tutte le favole, qualcosa succede e sulla strada del piccolo eroe compaiono gli ostacoli; quando è fortunato non si tratta di grandi violenze, ma di piccole continue interferenze col suo naturale funzionamento. Si sa, il bambino deve essere educato, i genitori da subito si sentono investiti dal sacro compito. Ciò che nessuno ha insegnato loro è che non dovrebbero assolutizzare niente e far notare al bambino che quanto gli comunicano è ciò che nella loro famiglia si trasmette di generazione in generazione, ma che in altre famiglie si fa in un altro modo e offrire esempi di un modo diverso di vivere e al bambino fare intravedere la possibilità di cambiare - quando sarà abbastanza grande da poterlo fare- ciò che riterrà opportuno senza incorrere nella disapprovazione di coloro che ama.
E invece a poco a poco i "no", le ingiunzioni", i "devi" lo allontanano dalla sua vera natura e lo disorientano, sì proprio così perché il Sé è essenzialmente orientamento, agisce come un radar che sa quali onde catturare per cui quando il piccolo viene allontanato dalla sua essenza, invece di andare nel mondo tranquillo e sicuro, annaspa, incespica di continuo, avanza tentoni come chi è afflitto da un handicap. E in molti casi il mondo diventa nemico e nascono paure di ogni tipo.
Quel bambino cresce conformandosi o ribellandosi ma non seguendo se stesso; a un certo punto però, diventato adulto, entra in crisi, l'anima bussa, chiede il conto.
Questo ipotetico cammino ci riguarda un po' tutti, molti di noi in un certo momento della vita sentiranno un’intensa insoddisfazione e inizieranno quell'opera di riorientamento che impegnerà gran parte delle nostre forze e ci porterà a ritornare in noi stessi stesso e a ridefinirci. Guadagneremo un modo di stare nel mondo più consono alla nostra natura e di conseguenza serenità e gioia.
Da dove cominciare?

1. Tagliare i codici che hanno informato la nostra vita, ovviamente se l'hanno resa poco godibile. E’ disimparare, è disfarsi di cattive abitudini, dei maestri, è partire da sé, per passare da un'etica impersonale appresa a un'etica personale del volere e della responsabilità, per scoprire il mondo dei propri valori individuandoli a partire dai propri bisogni, desideri e ideali. Questa è la strada per individuarsi, differenziarsi, vivere.
Partire da sé è lottare per affermare le proprie posizioni perché tra i nostri" vicini" ci sarà sempre qualcuno che tenterà di depistarci, manipolarci in nome magari dell'amore o per fini egoistici. In tutti i miti l'eroe afferma se stesso lottando, superando numerosi ostacoli sul suo cammino; la via dell'eroe è la metafora di ogni vita che è forte e vuole risposte forti da ogni uomo e da ogni donna.

2. Taglio ma anche piega: nel lavoro di riordino della nostra personalità è basilare il "ritorno a Casa" ovvero piegarsi verso se stessi e,quasi atto medico, aver cura di sé, capire la forma che si desidera darsi, la forma che dirà dei nostri più intimi e personali desideri.
3. Interrogare continuamente l'esperienza. Importanti le domande empiriche che sapremo rivolgerci. Ogni volta che un evento parla il linguaggio del disagio, provare ad estrarre dalla situazione il sentimento particolare che si è provato invidia, gelosia, vergogna e chiedersi: Quando e perché lo incontro, chi o che cosa mi evoca un tal sentimento? Che ha a che fare con la mia vita?
Quando un evento parla il linguaggio del benessere si fa la stessa cosa in modo da rendere ripetibile a volontà, e non casualmente, l'esperienza.
Per le cose che avvengono per caso chiedersi: Ma quante cose avevo prima lasciato accadere?
Per le cose che facciamo deliberatamente senza però ottenere gli effetti desiderati: Mi sono interrogato sulle mie motivazioni e l'intenzione qual era?

4. Coltivare le figure del cuore ovvero i valori personali di cui si diceva sopra e poi quelle configurazioni fatte di pensieri, sentimenti che sono il distillato, il portato di esperienze benefiche e ancora: nello spazio della nostra interiorità ci sono varie immagini di noi,alcune sono purtroppo costrittive e ostacolanti il nostro sviluppo, altre ci regalano invece un senso di espansione e libertà, fare di quest'ultime figure del cuore, e cioè richiamarle spesso alla coscienza, arricchirle,farne tesoro.
Tanto altro ancora si può fare, l’importante è non dimenticare che l’identità è in cammino per tutto il tempo del nostro percorso esistenziale. Ciò dà speranza.

Maria Castiglione

Fonte :Lifegate

18 gennaio 2011

Come fare accadere quello che Vuoi

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Il potere di compiere miracoli non è magia o stregoneria: è un potere naturale e ciascuno può imparare a trovarlo e a usarlo praticamente. D'altronde ciascuno
lo usa già, ogni giorno e ogni notte della sua vita: ogni donna, ogni uomo compie continuamente il miracolo di avere ciò che vuole, nè più nè meno.
Il problema è che non te ne accorgi e soprattutto che vuoi poco, mentre in realtà non vi sono confini al volere e all'avere. "C'è una dimensione, proprio qui nel nostro mondo, in cui tutto l'impossibile diventa possibile, ma pochissimi conoscono questa dimensione e sanno servirsene" scrive Stuart Wilde: e Miracoli è il suo manuale di istruzioni per manovrare questa dimensione.
Occorrono pochi passi, pochi e precisi cambiamenti nel proprio modo di volere e di guardarsi intorno: e subito ha inizio la pratica del miracolo in prima persona: una semplicissima "lotta contro il drago" dei dubbi, delle esitazioni, e la scoperta del tuo talento di vincitore e degli infiniti alleati che ti accompagnano da sempre.

Per capire che cosa sono i miracoli dobbiamo prendere in considerazione due aspetti della Legge Universale.
Il primo di questi due aspetti è che nel profondo di tutta l’umanità esiste un ben preciso ed immenso potere. Il secondo aspetto è che questo potere è imparziale e privo di qualsiasi emozione.
Lo si può chiamare Mente Universale o Coscienza cristiana o in tanti altri modi. Di per sè questo potere è ciò che permette all’uomo di riconoscere la forza vitale che solitamente chiamiamo “Dio”.
La Forza è la forza della vita stessa; è eterna e universale , e poichè la sua portata è illimitata essa è parte di tutte le cose.
Soprattutto è una parte determinante di ognuno di noi. Di conseguenza, ognuno di noi, ha accesso , dentro di sè, a un potere illimitato.
La possibilità di operare miracoli nella vita quotidiana dipende dunque dalla possibilità di identificarsi con quel potere, di comprenderne le caratteristiche e di imparare ad usarlo in maniera efficace.
L’identificazione si raggiunge quando si arriva a capire che quel potere è appunto dentro di noi.
E riconosci questa realtà dicendo : “ Io sono eterno, immortale, universale ed infinito. E ciò che io sono è bello”. In questo modo ti colleghi con la fonte originaria del potere e sei pronto per il passo successivo: conoscere le sue caratteristiche.

La Legge Universale è imparziale e priva di qualsiasi emozione. Non ha modo di sapere quello che vuoi, e neppure di distinguere tra le tue concrete speranze e le tue vaghe aspirazioni o tra ciò che ti piace e ciò che non ti piace.
La Legge Universale è pura energia. Accoglie qualsiasi pensiero, sentimento o azione che tu produci e , nei confronti di ogni tuo pensiero, sentimento o azione, si comporta come uno specchio: li riflette, senza alcuna emozione, rimandandoteli indietro sotto forma di avvenimenti, di quegli avvenimenti che accadono nella tua vita di ogni giorno.

Per la maggioranza degli individui questo non è possibile, perchè è imprigionata nelle limitazioni del corpo e della mente, è l’educazione che ha ricevuto si è tanto radicata da incapsulare la sua evoluzione. Perciò sperimenta una crescita spirituale molto limitata.
 

16 gennaio 2011

Cambiare i Pensieri si può!

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Ogni persona, ogni giorno, in modo del tutto inconscio, si crea dei limiti mentali che ostacoleranno la realizzazione dei propri sogni.
Ad esempio:

E’ proprio vero che se peso 80 kg non posso fare la fotomodella?
Sicuramente in molti stanno pensando “Certo!” Questo perchè si tende a fare una libera associazione di idee, alla parola fotomodella si pensa subito alle grandi sfilate di moda. Ma…..
In realtà è possibile diventare fotomodelle anche avendo dei requisiti diversi. Ci sono diverse case di moda specializzate in taglie abbondanti, e che cercano modelle per far conoscere i propri capi.
Basta guardarsi intorno in modo obiettivo, quante persone conoscete simili alle modelle dell’alta moda? Poche vero??? Probabilmente conoscete più persone simili a voi, non altissime, e con curve morbide.

Desidero diventare attore/attrice ma ho già 60 anni, è tardi! Ma è davvero vero???
Fate un semplice esercizio, sedetevi sul divano e iniziate a guardare la televisione, non seguite un film attentamente, non entrate nella trama, semplicemente guardate le immagini attentamente.
Nei film ma anche nelle pubblicità, ci sono ruoli per persone di tutte le età, di tutte le razze, alte, basse, grasse, magre, riccie, more, bionde, bianchi, pelati e persino diversamente abili.

Si, tutti possono farlo, basta provarci!

Diverse nonne, hanno appreso come si usa il computer e navigano in internet. Donne e uomini di tutte le età scrivono libri, dipingono, compongono canzoni, realizzano i propri sogni.

E noi?

Vogliamo aspettare il momento in cui non possiamo più rimandare perchè non c’è più tempo? E se la vita finisse all’improvviso, senza dirci che “abbiamo ancora 6 mesi, se tutto va bene” ?

OGNI SOGNO E’ REALIZZABILE, la prima condizione è provarci…… Uscite dallo schema mentale che è tardi, che non capiterà a te perchè sei sfortunato, brutto, alto, basso, magro….perchè sei tu…
Hai un sogno, un desiderio? Bene, inizia da subito. Cambia tutti i pensieri limitanti, lo puoi realizzare!
Ogni pensiero si può cambiare, poco importa da quanto tempo fa parte di noi, quante volte lo abbiamo sentito dire verso di noi.
E’ 25 anni che ti dicono che sei così ? Bene, hai davanti a te almeno altri 70 anni per dimostrare che puoi cambiare. Per 50 anni hai pensato che sei troppo diverso dagli altri? Bene, hai almeno altri 40 anni per fare leva sulle tue diversità e trasformarli in punti di forza!
Puoi iniziare a cambiare e a realizzare il tuo sogno fin da ora, prendi in mano la tua vita. Sei ancora in tempo!!!

 

11 gennaio 2011

PENSARE COL CUORE

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Se il cervello è la sede della razionalità e del pensiero, il cuore è stato da sempre considerato come la sede delle emozioni, cioè di quei pensieri non quantificabili e analizzabili scientificamente. Ma se esistesse una correlazione tra il cuore e la capacità dia vere interazioni sociali, di emozionarci ed emozionare? Questa domanda se la pose nel 1995 lo psichiatra Stephen Porges, professore all’Università dell’Illinois di Chicago, che formulò la teoria Polivagale, che spiega come il cuore intervenga nelle relazioni sociali ed in particolar modo il ruolo del nervo vago, nervo che si trova solo nei mammiferi, nell’inviare al cuore dei segnali e regolare il battito cardiaco.
Ad influenzare le relazioni sociali infatti è il cambio di frequenza cardiaca, cioè la HRV ( Heart Rate Variability), un parametro che regola la capacità di prendere decisioni e di gestire o controllare stress ed emozioni di varia natura. Inoltre è stato osservato che un basso HRV è collegato a patologie quali depressione ed autismo, mentre un alto HRV aumenterebbe la capacità di riconoscere le altrui emozioni e di gestire al meglio lo stress sociale.
Mentre altre ricerche confermavano la teoria Polivagale, anche le ricerche di Porges e colleghi non si fermarono, scoprendo nel 2001 che anche nei bambini le interazioni sociali dipendono dall’HRV, infatti è stato registrato un aumento della frequenza cardiaca in caso di interazione con uno sperimentatore che giocasse con loro o mantenesse un espressione fredda, notando così che il gioco e gli atteggiamenti positivi generano un maggiore aumento di HRV.
Quindi mentre nei bambini un aumento di HRV è collegato ad ogni aspetto delle interazioni sociali, positive o negative, negli adulti l’aumento del battito cardiaco è collegato a comportamenti che aiutano a gestire le emozioni durante tali interazioni, aumentando il grado di estroversione nel caso di atteggiamenti positivi.
Da una ricerca della University of North Carolina condotta dalle psicologhe Bethany Kok e Barbara Frederickson è emerso come l’HRV sia in grado di predire come velocemente le persone sviluppino sentimenti positivi. Analizzando un campione di 52 adulti a cui è stato chiesto di annotare sentimenti positivi come felicità o gratitudine nelle loro interazioni sociali, e comparando tali stati emotivi con la misurazione dei battiti da due minuti di respiro normale in un periodo di nove mesi, è emerso che c’è una stretta correlazione tra le frequenze cardiache e la soddisfazione con cui vengono percepite le proprie interazioni sociali.
Intanto si attende la ricerca non ancora pubblicata di Katrina Koslov e Wendy Berry Mendes, della Harvard University, che hanno studiato quali effetti abbia a livello sociale la capacità delle persone di alterare, o in qualche modo regolare, il proprio HRV. Le due ricercatrici hanno chiesto al loro campione di tracciare delle forme su un schermo ed hanno misurato la capacità di alterare il proprio HRV durante lo svolgimento di tale compito.
Individuando la personale capacità del soggetto di controllare la propria frequenza cardiaca è stato possibile prevedere come tali soggetti modifichino il proprio HRV in circostanze di carattere emozionale e di saper giudicare le emozioni altrui in modo accurato, aumentando anche la sensibilità rispetto a feedback sociali, cioè dimostrando come i livelli di HRV implichino un adattamento ai rapporti sociali e promuovano la sensibilità sociale.
Dunque pensare col cuore non è solo un’espressione poetica e romantica, ma è una realtà psicologica, il nostro cuore ci dice come e cosa pensare e lo fa attraverso i suoi battiti, regolandone la velocità e influenzando le nostre capacità di interrelazione con gli altri e col mondo che ci circonda, senza che noi ce ne rendiamo conto. D’altronde come diceva Antoine de Saint-Exupèry: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Fonte originale 

9 gennaio 2011

IL GIURAMENTO

   
Un antico imperatore cinese fece, un giorno un solenne giuramento.
"Conquisterò e cancellerò dal mio regno tutti i miei nemici".
Un po' di tempo dopo, i sudditi sorpresi videro l'imperatore che passeggiava per i giardini imperiali a braccetto con i suoi peggiori nemici, ridendo e scherzando.
"Ma..." gli disse sorpreso un cortigiano "non avevi giurato di cancellare dal tuo regno tutti i tuoi nemici?".
"Li ho cancellati, infatti" rispose l'imperatore. "Li ho fatti diventare tutti miei amici!".

Un uomo aveva deciso di curare il praticello davanti alla sua casetta, per farne un perfetto tappeto verde "all'inglese". Dedicava al suo prato tutti i momenti liberi. Era quasi riuscito nel suo intento, quando, una primavera, scoprì che nel suo prato erano nati alcuni tarassachi, dai brillanti fiori gialli.
Si precipitò a sradicarli. Ma il giorno dopo altri due fiori gialli spiccavano nel verde del prato.
Comprò un veleno potente. Niente da fare.
Da quel momento la sua vita divenne una lotta contro i tenaci fiori gialli, che ad ogni primavera diventavano più numerosi.
"Che posso ancora fare?", confidò scoraggiato alla moglie.
"Perché non provi ad amarli?", gli rispose tranquilla la moglie
L'uomo ci provò. Dopo un po', quei brillanti fiori gialli gli sembrarono un tocco d'artista nel verde smeraldo del suo prato.
Da allora vive felice.
Quante persone ci irritano... Forse dovremmo provare ad  amarle...

 
Autore: Bruno Ferrero - Libro: Cerchi nell'Acqua

8 gennaio 2011

BUONUMORE E CREATIVITA'

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La psicologia ci insegna che il buonumore è in grado di stimolare la creatività. A rivelarlo è stata una ricerca condotta presso l’Università di Toronto, che si è occupata dell’argomento specifico e che è riuscita a mettere in luce gli effetti importanti dell’umore sul pensiero creativo. Un modo per riuscire a sviluppare le proprie abilità mentali.
I ricercatori sono riusciti a dimostrare che essere di buonumore comporta la possibilità di essere maggiormente produttivi nel mettere in atto tutte quelle opportunità di risolvere i problemi in modo adeguato e di fornire performance più funzionali. Assieme alla memoria la creatività trae benefici da un sonno adeguato. Questa ricerca adesso mette l’accento sulle opportunità offerte dal pensiero positivo.

Gli studiosi hanno preso in considerazione alcuni volontari, che sono stati sottoposti ad un particolare esperimento. I soggetti coinvolti nello studio avevano il compito di classificare delle fotografie secondo precisi criteri. Prima di procedere allo svolgimento del compito, i volontari avevano l’occasione di guardare dei video divertenti o tristi, i quali influenzavano il loro umore.

In questo modo i ricercatori hanno potuto riscontrare che coloro che erano più felici riuscivano meglio a classificare le fotografie, visto che l’umore riusciva ad influenzare in maniera diretta le azioni compiute. Le emozioni che proviamo sono in stretta correlazione con il modo in cui riusciamo ad affrontare tutte le incombenze della vita quotidiana.

È bene tenere sempre presente questo concetto per riuscire a dare il meglio di noi stessi in qualunque situazione, anche se non dobbiamo dimenticare che anche il cattivo umore ha i suoi vantaggi.

7 gennaio 2011

LE RELAZIONI LUNGHE SALVANO DAI PROBLEMI MENTALI


Londra - Una lunga relazione, non necessariamente matrimoniale, e' la chiave per avere meno problemi di salute mentale. Lo afferma uno studio pubblicato dal British Journal of Psychiatry, secondo cui superare i cinque anni con la stessa persona abbatte notevolmente il rischio di depressione, tendenze suicide e anche di dipendenze da alcol e droghe. I ricercatori dell'Universita' di Otago hanno analizzato mille neozelandesi di eta' intorno ai 30 anni, trovando che quelli con relazioni piu' lunghe avevano un tasso molto minore di problemi mentali: nei single il tasso era del 16 per cento, mentre in quelli con un rapporto inferiore ai due anni era del 23 per cento. Molto migliore la situazione di chi aveva relazioni piu' lunghe: la percentuale scende al 10 per cento tra i due e i quattro anni, e arriva al 9 per cento superati i 5 anni. Le raccomandazioni del partner sembrano avere un effetto anche sull'abuso di alcol, che e' un problema del 12 per cento dei single mentre solo del 3 per cento di coloro che hanno una relazione lunga. "Il motivo per questo effetto - hanno spiegato gli autori - va ricercato nella stabilita' finanziaria e nel supporto emozionale che si ottiene con una relazione lunga, che non e' pero' legato allo status della coppia, visto che si riscontra sia nelle persone sposate che in quelle che non lo sono" .


Fonte originale

5 gennaio 2011

IN AMORE I CERVELLI DI UOMINI E DONNE VANNO ALL'UNISONO

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Quando si è innamorati non c'è differenza di genere che tenga: il cervello di uomini e donne reagisce allo stesso modo e, soprattutto, rifugge dalla razionalità. È la scoperta di un gruppo di scienziati dell'university College di Londra che ha pubblicato sulla rivista Plos One, uno studio sull'argomento, analizzando anche le aree del cervello che si attivano con l'odio. Semir Zeki, coordinatore della sperimentazione e colleghi hanno «fotografato», con la risonanza magnetica funzionale, il cervello di un gruppo di 24 volontari impegnati a guardare le foto di qualcuno che amavano e che odiavano. Il gruppo era così composto: 12 uomini (6 eterosessuali e 6 omosessuali) e 12 donne (6 eterosessuali e 6 omosessuali). Davanti alla foto dell'amato o dell'amata, il cervello di maschi e femmine si è comportato allo stesso modo, si sono «accese» le aree corticali e sottocorticali, soprattutto dove si trovano i neurotrasmettitori dopaminergetici, quelli legati alle emozioni positive. Dalle immagini della RMF è emersa anche una particolarità: in caso di amore, alcune zone del cervello legate alla razionalità si spegnevano. Si tratta di larghe parti della corteccia cerebrale, associate al giudizio e al ragionamento, che, invece, rimangono attive in presenza di sentimenti di odio.