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18 ottobre 2010

PERCHE' PREFERIAMO UN COLORE PIUTTOSTO CHE UN ALTRO?


Scegliamo un colore in base al rapporto che abbiamo con esso e con le emozioni collegate

Perché ci piace proprio un determinato colore? E perché certi altri proprio non li sopportiamo? A quanto pare, e secondo uno studio della Università della California Berkeley, è perché un certo colore è legato alle esperienze che abbiamo avuto con questo e alle emozioni che suscita in noi.

Non è quindi il colore di per sé a essere più o meno bello, ma è l’idea che abbiamo di lui a essere decisiva nelle nostre scelte. Sebbene, l’influenza che alcuni colori hanno su di noi ha origini primordiali e può cambiare da maschi a femmine.

Per esempio, secondo lo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), gli uomini in genere tendono a preferire il blu, mentre le donne i colori luminosi. In entrambi i casi, tuttavia, non amano particolarmente il giallo scuro.

La teoria principale sulle influenze ancestrali, o antiche quanto l’uomo, è che certi colori sono scelti come per istinto, perché sono legati a situazioni di benessere o che hanno favorito la sopravvivenza. Nel caso del già citato blu, sarebbe perché un cielo blu suggerisce tranquillità, bel tempo, serenità.

La dottoressa Karen Schloss e il collega Stephen Palmer, hanno scoperto inoltre che nelle donne vi era una predilezione per il colore rosso, anche se a risultati alterni, rispetto al colore verde rappresentati rispettivamente da bacche rosse e il fogliame. Questo fatto, sempre secondo la teoria di prima, avrebbe le sue radici nella società primitiva dove gli esseri umani erano cacciatori e raccoglitori di erbe e frutti spontanei.

«La preferenza personale [di un colore] è determinata da tutte le entità che hai riscontrato di quel colore e da quanto ti sono piaciute», ha dichiarato Schloss.
Anche se non vi sono pretese scientifiche per stabilire la natura di certe scelte, spiegano i ricercatori, la scelta di un colore e le differenze tra individuo e individuo può fornire uno strumento per capire perché alcune cose piacciono più di altre.

Fonte: La Stampa

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